Riunione generale 2018 – Relazione del presidente

Bari, 25 aprile

Cari amici, cari soci e sostenitori,

Sembra strano dirlo, anche a me, ma sono passati ormai 15 anni dalla nascita “ufficiale” della nostra associazione, e ci ritroviamo ancora una volta, anche se sempre troppo poco purtroppo, a fare il punto su quanto realizzato, su quanto vorremo ancora fare e come.

Tra ostacoli e difficoltà di ogni tipo, errori, a volte incomprensioni nei rapporti tra noi stessi, ma anche con tante cose buone, anche piccole ma preziose, siamo ancora qui, a guardare in avanti senza dimenticare ieri.

Certamente, in questo tempo così difficile, complesso e incerto, è davvero arduo riuscire a mantenere la rotta che abbiamo scelto, e che guarda alle sofferenze talvolta senza speranza di tanti piccoli inermi e innocenti, ovunque si trovino.Ognuno di noi deve confrontarsi quotidianamente con problemi a volte estremamente critici, come la perdita del lavoro, o una malattia, o le grandi preoccupazioni per i figli e le tante difficoltà familiari che ben conosciamo, e dedicare energie e risorse ad una idea di aiuto per gli altri può essere davvero molto difficile. A tutti noi sempre più spesso sembra di non avere tempo da dedicare ad altri, o ad altri problemi che non siano i nostri, già così importanti.

Ma in fondo a noi stessi sappiamo che trovare quelle energie, trovare quel tempo, oltre ad essere a volte l’unica speranza per tanti bambini e per i loro genitori, quando ci sono,è quello che dà un senso alla nostra stessa vita, ed è fondamentale per affermare il profondo e autentico valore e il significato di essere uomini e donne, esseri umani fatti per vivere insieme e non come individui arroccati nella propria realtà, bella o brutta che sia.Quel tempo che sembra mancarci per gli altri è in verità tempo da dedicare anche a noi stessi, ai nostri figli, ai nostri cari e alla nostra stessa vita per renderla autentica e degna

E’soprattutto nei momenti difficili che sentimenti come condivisione, solidarietà, amicizia, appaiono più che mai preziosi, vitali, unica e autentica risorsa.

Ma mi piace pensare che il sentimento più forte che ci guidi è quello di amicizia. Se facessimo quel poco che facciamo per dare un aiuto materiale, pur così importante, a chi ne ha bisogno, sarebbe in fondo ben poca cosa. Saremmo filantropi, con il grave e concreto rischio di apparire nella migliore delle ipotesi come benevoli e generosi, come chi agisce da una posizione privilegiata verso chi soffre, magari mettendoci a posto la coscienza. Cosa sarebbe il nostro agire senza guardare negli occhi le persone, senza entrare in punta di piedi nelle loro vite difficili, senza sporcarci le mani, senza ascoltarli e provare a metterci nei loro panni? Cosa sarebbe il nostro agire senza amicizia? Non l’amicizia cameratesca, ma quella che ci ha insegnato Gesù: non servi, ma amici. Non siamo fatti per vivere ed essere soli ma per con-vivere e con-dividere gioia e sofferenze, per quanto possibile.

Abbiamo realizzato scuole, strutture di accoglienza e formazione, sostenuto in vario modo comunità di vario tipo, partecipato a collaborazioni con altre associazioni e tante altre cose ma non è nell’attivismo il senso del nostro pur minimo impegno; è soprattutto nell’aver guardato negli occhi tanti bambini e tanti genitori con un sentimento, un pensiero, una emozione: eccomi, io sono qui per te.

La sofferenza senza amore, senza carità, senza compassione, è solo dolore, e il dolore genera rabbia, e la rabbia genera odio e solitudine.

E’ nella fede, ovvero nell’esempio e nella Verità di Cristo che i sentimenti umani trovano il loro senso più profondo e la più autentica dimensione unificante: l’amore di Dio è l’unica Verità che comprende e dà vita vera ad ogni sentimento umano, anche il più alto e nobile.

E’ nell’impegno ad operare in coerenza con la nostra fede e con l’insegnamento di amore cristiano, l’unico in grado di conferire un senso autentico ed univoco a tutto il nostro operato e alla nostra vita.

Segniamoci con la Croce. Affrontiamo dolori e difficoltà nostri e altrui con coraggio e fiducia. Affermiamo la nostra identità cristiana con umiltà, con determinazione e con gioia. E’ la capacità di affermarla con la conoscenza reciproca, l’esempio e la trasparenza che può consentire la coesistenza pacifica e rispettosa uno dell’altro, chiunque esso sia, vicino o lontano, in uno spirito di autentica fraternità.

Non stanchiamoci, andiamo avanti con fiducia, affrontiamo insieme tutte le difficoltà che certamente non mancheranno e riusciremo ancora a offrire fiducia e speranza, senza le quali l’uomo non può vivere.

Perché la vita serva, serviamo la vita, serviamola nella luce e nella certezza salvifica di Cristo.

Con i piedi per terra e la testa tra le nuvole.

Gianni Iannone

Gruppo Quetzal Gruppo Quetzal