Goccia che scava la roccia

E’ sera, leggo le email mandate da Gianni, il  nostro Presidente: mi illustrano le  quotidiane  difficoltà che incontrano, in  Guatemala e in Honduras, le ‘nostre suore’, le Suore del cenacolo Domenicano.

Donne, semplicemente donne ma con una carica interiore che gli viene dalla fede e le trasforma in incredibili strumenti di pace; le nostre “braccia” e la nostra “mente” laggiù,  in quella terra lontana.

Metto  in fila  le difficoltà ambientali (ora è caldo esagerato, ora piove in modo pazzesco, e l’umidità non molla mai), economiche  (San Pedro Sula, ad esempio, dove centinaia di migliaia di disperati si accalcano in cerca di un benessere che non c’e’) e politiche; ed anche qualche incomprensione nel dialogo con esponenti della chiesa locale.  Ed il quadro di insieme assomiglia ad una montagna; una grande montagna di dolore e sofferenze, da scalare o perforare per sperare di trovare al di là una vita serena.

Di fronte a questa montagna, l’aiuto che come Gruppo Quetzal possiamo dare, penso fra me e me, é poca cosa. Ma poi mi ricordo del detto latino: “Gutta cavat lapidem”, la goccia fa il buco nella pietra.

E allora torno a sperare, a pensare come aggiungere un’altra goccia a questo sforzo collettivo di cambiare il mondo, goccia dopo goccia, passo dopo passo.

Una goccia costante, però insistente: che alla fine buca la roccia!

Come é successo in Guatemala, nel piccolo borgo di Chapas, in un quartiere sperduto dove la nostra (anzi, ormai, la LORO) “Scuola don Tonino Bello” ha creato una socialità che prima non c’era ed ha convinto un governo lontano a mandare anche a quei bambini la maestra d’asilo.

O come è successo in Honduras, dove la ‘Scuola Popolare – IHER’ organizzata dalle nostre Suore raccoglie già oggi quasi 300 persone che cercano nella cultura (leggere, scrivere, riflettere) lo strumento per cambiare la vita.

Oggi  questa Scuola è ospitata in strutture inadeguate, malmesse e poco ospitali. E così le Suore hanno dovuto dire di no ad altre 40 persone, che  attendono fiduciose di avere la stessa opportunità di formazione. Ma domani, con l’aiuto che il nostro gruppo saprà dare, diventerà forse una vera e propria ‘istituzione’. Un altro buco nella roccia.

Paolo Gruppo Quetzal